Attenzione perché si parte con un momento vintage e auto-celebrativo: quattro anni or sono scrivevo per ChomeTEMPORARY i miei primi consigli letterari estivi, intitolando il pezzo La cinquina perfetta +1. Oggi, tra l’afa cittadina e una sana voglia di evasione, torno a cimentarmi nell’impresa, ma con qualche modifica. Infatti, se allora stilai una lista di regole ferree con cui scegliere i libri da portare in viaggio, non nego che in questo post mi farò beffe di me stessa e della mia letteraria severità, stravolgendo le mie stesse regole. D’altronde al cuor non si comanda e le norme che valevano al tempo dopo quattro anni non valgono più, lo confesso. Per l’estate 2015 scelgo ancora una cinquina perfetta +1, ma le categorie sono completamente diverse. Ecco qui:

☼ La pop star: Go Set a Watchman di Harper Lee (edizione William Heinemann). È inutile prendersi in giro: il nuovo romanzo di Harper Lee è il principe di questa stagione. Ok è in inglese, ma la scrittrice vale l’immane sforzo. Ho già udito svariate polemiche (Atticus sarà veramente un razzista in questo “sequel”?) e deliziose leggende che ne aumentano il fascino (“…ritrovato in una cassetta di sicurezza dove era stato sbadatamente archiviato come appendice”): la lettura si preannuncia gustosa. Per chi invece volesse aspettare, Feltrinelli lo pubblicherà a Natale con il titolo Va’, metti una sentinella.

☼ Il premio Pulitzer: Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr (Rizzoli, traduzione di D.A. Gewurz e I. Zani). Questo romanzo, il mio immancabile premio Pulitzer dell’anno, racconta la Seconda Guerra Mondiale attraverso le voci di due protagonisti diversi eppure identici; prima bambini poi adolescenti, uno tedesco l’altra francese, entrambi intelligentissimi, Werner e Marie-Laure si confrontano con prove molto dure, che cambiano il corso delle loro esistenze. I brevi capitoli di Doerr affrontano temi non nuovi, ma lo fanno con una eleganza ed una originalità preziose ed invidiabili.

☼ Il fedele: Stoner di John E. Williams (Fazi, traduzione di S. Tummolini). Ebbene sì: non avevo ancora letto Stoner. Ha aspettato, il poverino, che le acque attorno a lui si calmassero. Ma l’ho fatto per il suo bene: essendo io una irrimediabile snob, sapevo che l’avrei odiato se l’avessi letto nel momento di glorificazione popolare degli negli ultimi anni. E ho fatto bene. Non credo sia necessario aggiungere altre parole alla presentazione di questo romanzo; piuttosto diciamo che se anche voi avete aspettato, l’estate 2015 è il momento giusto per leggerlo.

☼ Il ripescato: Morte di un uomo felice di Giorgio Fontana (Sellerio). Quando l’anno scorso Giorgio Fontana vinse il Campiello con questo romanzo, i giornali si scatenarono in un divertentissimo siparietto in cui appellarono Fontana come ‘lo scrittore che viene dal web’; peccato che Fontana non venisse per nulla dal web. Il suo romanzo tra l’altro parla di una Milano autentica e spaventosa (come solo Milano sa essere), che nel 1981 faceva i conti con il Terrorismo. Né qui né in altre parti il web c’entra qualcosa, e per una volta la sua presenza non è nemmeno richiesta. Morte di un uomo felice è il mio ripescato per l’estate, perché è tagliente, profondo e regala la fotografia di una Milano che non molti conoscono.

☼ Il tomo da spiaggia: Quando tutto era possibile di Meg Wolitzer (Garzanti, traduzione di E. Valdrè). Sono 560 le pagine di questo romanzo, che con continui flashback racconta la storia intensa e complessa (e talvolta troppo retorica, a mio parere) di un gruppo di amici, dal giorno in cui si conoscono al campo estivo, da adolescenti, fino a quando non diventano adulti. Una storia di scelte e spesso di bugie: dinamiche che in un qualsiasi gruppo di amici si creano naturalmente; eppure c’è di più in questo libro in vetta alla classifica del New York Times. Perfetto da leggere sotto al sole.

☼ Il +1 (che non è un romanzo!): Effe – Periodico di altre narratività, numero 3. “Se raccogliessimo le storie e le intuizioni delle donne che scrivono oggi e in Italia, che cosa leggeremmo?”. Da questo spunto parte il terzo numero di Effe, che raccoglie 11 racconti affilati di altrettante autrici italiane (emergenti e non), accompagnate dalle illustrazioni di 11 artiste italiane (come sopra: emergenti e non). Un nuovo modo di guardare la narrativa, la short story e la scrittura che rifiuta di incasellarsi nella definizione di genere. E la cover di Alina Vergnano è solo un dolcissimo appetizer di quello che si trova nel volumetto.

Così ho fatto BIS. Ci vediamo a settembre!

Claudia Oldani

credits per cover: agentlewoman.com