L’innovativa tecnologia delle stampanti 3D si sta facendo sempre più spazio in svariati ambiti, grazie alle potenzialità che offre e alle numerose e disparate applicazioni. Con le stampanti 3D sembra infatti sia possibile stampare di tutto, ma proprio tutto. Abbiamo visto prototipi, oggetti di design, fino ad arrivare a progetti di case stampate in 3D! La sperimentazione prosegue spedita e si parla già di produzione di cibo e organi umani stampati in 3D. Dunque se con questa tecnologia i makers si sbizzarriscono tra materiali impiegati, forme e dimensioni, arrivando a creare materia organica, perché non provare a stampare “cose vive”?

Così è nato il progetto PrintGREEN per la stampa di oggetti vegetali che vivono e crescono dopo la stampa, grazie a quattro studenti dell’Università di Maribor, in Slovenia, ai quali è stato chiesto di trovare una conessione tra arte, tecnologia e natura.

A partire da zero gli studenti di educazione artistica ed ingegneria, hanno costruito una stampante bio per costruire materiali vivi: al posto dell’inchiostro utilizza una miscela composta da terra, acqua e semi d’erba; invece della tela viene impiegato un isolante “green” chiamato Styrodur, rivestito di feltro nero e sostenuto da una spugna.

Il risultato della stampa sono degli oggetti viventi sulla cui superficie crescono erba e piante! Anche qui le applicazioni sono molteplici, si pensi alla guerrilla marketing urbana, ai graffiti ecologici e ad installazioni più sostenibili. Ma anche ai giardini urbani e più in generale al verde in città. Insomma basta combinare creatività, moderne tecnologie e approcci innovativi per cambiare il motto ormai ben conosciuto: “pensa prima di stampare” in una frase più appropriata per la società moderna: “stampa perché è green”.