Qual è la prima cosa che fate quando tornate a casa con i vostri sacchetti piena di spesa? Solitamente, si iniziano a svuotare le borse e a sistemare i prodotti nella dispensa, nel frigo, nelle mensole; e per guadagnare più spazio si “spacchettano” dalle loro confezioni. E così si iniziano a produrre i primi rifiuti, composti principalmente da inutili imballaggi di cartone e plastica, di cui ci liberiamo non appena rientriamo a casa. Dopo aver utilizzato ciascun prodotto, ovviamente buttiamo via il contenitore vuoto, sia esso un flacone, una bottiglia, una lattina o una confezione di carta o plastica, per poi comprane una nuova la prossima volta che andiamo a fare la spesa. Insomma se si consuma si producono rifiuti, e su questo non c’è dubbio, ma non si potrebbero evitare simili sprechi?

Original Unverpackt nasce proprio con questa mission: evitare gli sprechi e ridurre i rifiuti, in particolare quelli derivanti dal packaging. Original Unverpackt è un supermercato nato a Berlino, dove tutti i prodotti sono venduti sfusi, dunque sono privi di confezioni e packaging. I clienti portano da casa borse, flaconi, contenitori e bottiglie, che riempiono solo con i prodotti di cui hanno realmente bisogno. Se non si hanno contenitori da riutilizzare, è possibile acquistarne di riciclabili direttamente al supermercato. Così shampoo, detersivi, olio e bevande si acquistano alla spina, mentre cereali, pasta, farina, frutta e verdura sono sfusi e si vendono solo a peso.

In questo modo non solo le due fondatrici, Sara Wolf e Milena Glimbovski, hanno voluto contrastare la produzione di rifiuti, ma anche ridurre lo spreco alimentare -perché si acquista solo ciò che serve- e promuovere il riutilizzo di bottiglie e contenitori. Inoltre tutti i prodotti che si trovano al Original Unverpackt sono a km zero, provenendo da aziende produttrici locali, molte delle quali praticano l’agricoltura biologica.

Insomma, un modo per invitare le persone a fare la spesa in modo responsabile, spendendo e pagando ciò che realmente serve, evitando sprechi e riducendo i rifiuti. Il progetto è piaciuto molto ai cittadini tedeschi, tanto che lo hanno finanziato loro tramite una piattaforma di crowdfunding, raggiungendo e superando l’obiettivo utile per far partire il progetto.

Noi saremmo altrettanto sensibili a un progetto di sostenibilità ambientale e alimentare come questo? In Italia non esistono supermercati a imballaggio zero come Original Unverpackt, ma gli esperimenti fatti da piccoli e medi distributori in questa direzione sono diversi. Ad esempio la catena di alimenti naturali Natura Sì vende detersivi e detergenti alla spina; Auchan ha un settore in cui si possono acquistare sfusi alcuni prodotti come cereali, pasta, legumi e caramelle. A questo poposito, vi invitiamo a consultare l’articolo di LifeGate con un’interessante lista di tutti i negozi di prodotti senza packaging presenti in Italia.. sono più di quel che pensate! E gli esempi di iniziative volte a rendere i cittadini consumatori sempre più responsabili continuano, ad esempio con le Case dell’Acqua, dove è possibile riempire gratuitamente le proprie bottiglie con acqua naturale o frizzante, o le case del latte, che vengono rifornite con il latte di aziende agricole locali.

Il beneficio di questi servizi è indubbio, ma utilizzarli quotidianamente è questione di abitudine. Dopo aver eliminato -quasi del tutto- i sacchetti di plastica, abbiamo imparato ad andare a fare la spesa con borse di tela e a riutilizzarle anziché comprare ogni volta nuovi sacchetti di plastica; un passo alla volta, un po’ di buona volontà e possiamo tutti diventare consumatori responsabili!

Original Unverpackt founders Sara Wolf and Milena Glimbovski. Photograph: Unverpackt