Le iniziative volte ad affrontare una delle più grandi contraddizioni dei nostri tempi continuano a diffondersi dal basso: progetti solidali promossi da associazioni e realtà locali, volti a contrastare lo spreco alimentare e la difficoltà di accesso al cibo, come le piattaforme di Foodsharing, i ristoranti solidali e più in generale la diffusione e adozione di buone pratiche alimentari. Une delle iniziative che si sta replicando in diversi Paesi del mondo è quello del frigorifero solidale; sperimentato in Germania e Spagna è giunta la volta del Brasile. A Goiás infatti, sono stati posizionati ai bordi delle strade dei frigoriferi accessibili a chiunque, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Ecco come funziona. Ristoranti, bar, mense, panettieri, negozi di alimentari e qualsiasi altra realtà che si occupa di ristorazione, sono liberi di depositare nei frigoriferi solidali le proprie eccedenze alimentari, piuttosto che gettarle nella pattumiera a fine giornata. Saranno le persone che ne hanno più bisogno a recuperare gratuitamente il cibo donato e messo a disposizione di tutti.

Washington Gomes, senzatetto, dice che il Frigorifero della Solidarietà lo ha già aiutato molto (Foto: Vanessa Martins / G1 )

In questo modo oltre che combattere lo spreco alimentare che vede chili e chili di cibo gettato ogni giorno, si aiutano anche le persone più povere che hanno difficoltà economiche e non riescono a permettersi di fare la spesa quotidianamente. Nelle realtà in cui non esistono associazioni ed enti locali che si occupano di accoglienza e raccolta alimentare, la solidarietà viene “autogestita” dai cittadini che spontaneamente decidono di aiutare il prossimo. Esistono comunque delle piccole e semplici regole da rispettare anche per i frigoriferi solidali: non lasciare nel frigorifero alimenti scaduti o rapidamente deteriorabili come carne, pesce crudo e uova; per i pasti preparati in casa lasciare sempre indicata la data di preparazione. Due semplici accorgimenti per la sicurezza e il buon funzionamento dell’iniziativa, dettati dal buon senso. Anche ai fruitori del servizio viene lasciata massima libertà: il frigo è accessibile a tutti senza bisogno di registrazioni o documenti,  sarà la coscienza di ciascuno a guidare all’utilizzo più appropriato del cibo donato.

Fernando Barcelos è il promotore del progetto, un uomo d’affari che dopo aver scoperto l’esistenza di frigoriferi urbani della solidarietà, ha voluto provare a replicare il progetto anche nel suo Paese, allo scopo di creare una vera e propria rete di frigoriferi urbani. I frigoriferi vengono controllati ogni giorno per togliere eventuali cibi scaduti, e nonostante siano stati posizionati da non molto tempo, c’è già una buona risposta: di giorno si riempiono di cibo e il mattino seguente sono vuoti, inoltre per il momento sono sempre stati utilizzati rispettosamente e seguendo le regole.

Fernando Barcelos (Foto: Vanessa Martins / G1)

Speriamo di vedere più frigoriferi solidali nelle comunità bisognose, perché è un progetto importante che oltre ad aiutare concretamente le persone in difficoltà, sensibilizza tutti i cittadini alla problematica dello spreco alimentare.

 

 

 

 

Source: globo.com