MyFoody è una piattaforma e-commerce nata per evitare lo spreco alimentare in Italia. Quali sono i prodotti che le aziende possono mettere in vendita con questo scopo? Quelli in scadenza, in eccedenza e con difetti di packaging, quindi alimenti che normalmente finirebbero nella spazzatura incrementando lo spreco e le problematiche di smaltimento. In questo modo, i prodotti vengono salvati e messi in vendita a prezzi convenienti. Ogni anno, in Italia, risultano 277.000 le tonnellate di cibo commestibile che vengono sprecate a livello di distribuzione alimentare. L’idea di questa start-up è nata nel Febbraio del 2014 da uno dei fondatori  «Tutto è partito da un pacchetto di biscotti che acquistai in Belgio durante il mio lavoro di tesi in materia di Corporate Social Responsibility. Biscotti biologici a pochi giorni dalla scadenza, e a prezzo pieno. Com’era possibile? Sicuramente questa scelta commerciale non avrebbe favorito i consumatori, traditi da una tale sconvenienza, né la bottegaia biologica belga, che si sarebbe trovata sommersa comunque di eccedenze». Fu in quel momento che al fondatore venne in mente una strategia innovativa, per cui il prodotto che si avvicinava alla scadenza, doveva essere scontato. I componenti sono 4 ragazzi giovani: Luca Masseretti, co-fondatore e CFO; la dottoranda Esmeralda Colombo, 26 anni che si occupa della parte legale dell’impresa. Stefano Rolla, 26 anni, architetto cofondatore e segue il marketing e la comunicazione. Co-fondatore, stratega IT e Front end Developer, è invece Francesco Luziatelli, 29 anni, laureato in Ingegneria dell’informazione. Giulia Pagani, 25 anni,  Digital Strategy di MyFoody. Dopo la Laurea in scienze Umanistiche per la Comunicazione, si è specializzata in Arte e Design presso l’Università delle Arti di Londra e ha conseguito un Master in Organizzazione di eventi organizzato dall’Università Cattolica e dal Politecnico di Milano. Grazie a questa impresa sociale i distributori aumenteranno i propri ricavi, vedranno diminuire i propri sprechi e i propri costi di smaltimento; i consumatori risparmieranno denaro e tempo, potendo scegliere di ricevere la spesa direttamente a casa o in ufficio. Risulteranno anche meno emissioni dannose per l’ambiente, dovute al processo di smaltimento.