La storia della Torre di Babele si trova nel Libro della Genesi e comincia dopo il Diluvio Universale, quando Noè e la sua famiglia si stabilirono nella pianura di Sinear, non lontano dal grande fiume Eufrate. Allora la comunità degli uomini parlava una sola lingua e con il passare del tempo, la comunità si ingrandiva per realizzare il volere di Dio che aveva comandato loro: “Andate e popolate la terra” (Genesi 9:1). Ad un certo punto gli uomini decisero di costruire una città, Babilonia, ed una torre tanto alta da toccare il cielo. Lo scopo di questa torre era di essere un punto di riferimento per le persone, e che avrebbe potuto essere utilizzata come un rifugio sicuro in caso di un altro diluvio. Dio guardò dall’alto dei cieli gli uomini che lavoravano tutti insieme alla costruzione della grande torre e lesse nei loro cuori un’ambizione irriverente nei suoi riguardi, essi volevano abitare il cielo come lui, volevano salvarsi dalle acque se lui avesse voluto distruggerli, volevano in fine essere uguali a lui. Per far capire loro la loro presunzione, li punì con la confusione delle lingue: la gente parlava nella solita lingua ma gli altri non la capivano più; così non sentendosi più un solo popolo si dispersero in tutta la terra. La ziggurat che conosciamo come “Torre di Babele” era un tempio dedicato al dio Babilonese Marduk che aveva una base di 91 metri per 91 ed una altezza di 91 metri disposti su 7 piani.

La Torre di Babele dell’artista Shirin Abedinirad è un’installazione interattiva che cerca di creare un connubio tra la storia antica e il nostro mondo attuale. La cima della Torre, riflettendo il cielo che si connette alla terra, simboleggia l’obiettivo della Torre di Babele di raggiungere il cielo stesso; gli specchi fungono da vaso riflettente per la luce, parte integrante del paradiso. Quando viene situata in un ambiente naturale i suoi movimenti cambiano a seconda delle condizioni atmosferiche. Per il progetto, che ha richiesto diverse attività di ingegneria (meccanica, elettrica e computazionale) Shirin ha collaborato con Gugo Torelli, un designer italiano e artista digitale.