Dal 21 gennaio al 3 febbraio verrà proiettato in 400 sale di 50 città il video della campagna “Non nel mio piatto”, uno spot con immagini forti che vuole denunciare le condizioni reali in cui son tenuti gli animali degli allevamenti intensivi. L’iniziativa è di Compassion in World Farming (CIWF) Italia Onlus, l’unica associazione italiana no profit che lavora esclusivamente per la protezione e il benessere degli animali negli allevamenti. Qual è l’obiettivo? Educare il consumatore, fargli aprire gli occhi affinchè possa rendersi conto del mondo che c’è dietro la vendita dei prodotti di origine animale. Spesso le pubblicità o le etichette tendono a nascondere il fatto che alla base della produzione di un prodotto ci sia tanta sofferenza, per ovvi motivi commerciali. Perchè far apparire mucche che pascolano allegramente o coniglietti felici quando la verità è che vivono in spazi angusti e ristretti, privi di libertà di movimento? Inoltre, date le condizioni, è molto probabile che gli animali si ammalino più facilmente e che vengano sottoposti a dosi eccessive di antibiotici pur di farli arrivare vivi alla macellazione. Affermare che gli allevamenti intensivi sono sostenibili a livello ambientale e sicuri per la salute è difficile quando gli impatti sono così importanti: dall’uso massiccio di antibiotici, alla produzione insostenibile di liquami che inquinano le acque, dal consumo di suolo alla produzione di gas serra.

Dichiara Annamaria Pisapia direttrice di CIWF Italia Onlus: “Siamo fieri di portare nei cinema il nostro spot-verità,  realizzato grazie alla generosità dei nostri sostenitori, cittadini italiani a cui, come a noi, stanno a cuore le condizioni degli animali negli allevamenti del nostro paese, dove il benessere animale è nella maggior parte dei casi il grande assente. Un’assenza che l’industria che produce carne, latte e uova cerca di nascondere in tutti i modi con programmi di comunicazione pieni di informazioni ingannevoli che confondono i consumatori. Eppure il benessere animale dovrebbe essere considerato una componente basilare del cibo di qualità, quale quello italiano aspira a essere. Con la nostra iniziativa vogliamo compiere un primo importante passo verso quella trasparenza e corretta informazione che rappresentano i primi fondamentali passi verso il cambiamento”.