L’11 febbraio è la giornata mondiale dedicata alle donne ed alle ragazze nella scienza.
Promuove l’uguaglianza di genere e mira a far sì che ottengano parità di diritti e partecipazioni nei progetti scientifici.

Può sembrare assurdo visto l’anno in cui siamo, ma ancora oggi la vocazione scientifica di donne e ragazze viene ostacolata da pregiudizi sulla scarsa attitudine femminile per fisica, matematica e chimica: basti pensare che il 97% dei premi Nobel (scientifici) è stato assegnato agli uomini.

Le donne, però, sono più forti degli stereotipi,  di seguito una breve lista fotografica di ragazze e donne che hanno cambiato il mondo (o lo hanno almeno un po’ migliorato) grazie ai loro studi scientifici.

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Marie Curie, Premio Nobel per la fisica nel 1903 e Premio Nobel per la Chimica nel 1911, e prima donna professore alla Sorbona di Parigi.

L'astrofisica Margherita Hack

Margherita Hack, astrofisica e divulgatrice scientifica italiana.
Tra le varie onoreficienze e riconoscimenti ricordiamo :
– Nel 1994 a Palermo è stata insignita con la Targa Giuseppe Piazzi per i suoi contributi alla ricerca scientifica nell’ambito dell’astrofisica.
– L’asteroide 1995 PC, scoperto da Andrea Boattini e Luciano Tesi, è stato denominato “8558 Hack” dall’Unione Astronomica Internazionale.
– Nel 2012, «per il costante e instancabile impegno profuso nella ricerca scientifica e al servizio della società, che la rende esempio di straordinaria dedizione e coerenza per le giovani generazioni» è stata eletta Dama di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
– Nel 1998 le è stata conferita la Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e della cultura.

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Cecilia Helena Payne astrofisica nota per il suo contributo alla comprensione della composizione delle masse stellari.

Samantha Cristoforettiingegnere, aviatrice, astronauta militare italiana, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea.

“Il progresso della conoscenza avviene perché noi possiamo basarci sul lavoro dei grandi geni che ci hanno preceduto”.

Poco importa se fossero uomini o donne, no?! Lo dice Margherita Hack!