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	<description>Vivere nella contemporaneità</description>
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		<title>De-Categorize me.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 19:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juadep</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflettere]]></category>
		<category><![CDATA[Il ministero delle dispari opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Juanita de Paola]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ accaduto un piccolo scatto: tic. Da trenta anni archivio i contatti secondo la loro utilità. Ho sempre avuto paura che qualcuno mi rubasse il telefono e poi mi venissero a prendere gli infermieri: Signora siamo qui per lei. Abbiamo trovato la sua rubrica. Avrei annuito, certo, e mi sarei lasciata prendere chiedendo solo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ accaduto un piccolo scatto: tic. Da trenta anni archivio i contatti secondo la loro utilità. Ho sempre avuto paura che qualcuno mi rubasse il telefono e poi mi venissero a prendere gli infermieri: S<em>ignora siamo qui per lei. Abbiamo trovato la sua rubrica.</em> Avrei annuito, certo, e mi sarei lasciata prendere chiedendo solo di non divulgare quella rubrica perlamordiddio. </p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_1016.jpg"><img src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/IMG_1016.jpg" alt="juanitadepaola" title="juanitadepaola" width="480" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-16191" /></a></p>
<p>Ho sempre avuto pochi nomi fuori dalla verticale dell’uso: Mà, Pà, Mr Wolf, questa roba qui. Anche “Suonare qui”. Oppure “Prosciutto portentoso”. Ma insomma, ogni categoria inizia con la sua specifica: c’è Restaurant, c’è Amici di amici, Concierge, Supplier, Musician, tutto regolarmente in inglese per non prendere mai l’allenamento all’italiano, per non impigrirmi. </p>
<p>C’è anche Senior. Che non sono i miei amici e amiche più grandi di me, la grande parte, ma quelli che vorrei frequentare da vecchia. C’è Stress, che riservo alle persone che mi chiamano solo per vomitarmi addosso la loro storia, che ascolto religiosamente odiandole in silenzio. Dopo, quando sono sola, ci ripenso e non le odio più, ma lì per lì spero sempre che muoiano. Che si chetino.  </p>
<p>Nella mia testa si svolgono processi infiniti, con un giudice da serie americana, dove io arringo le persone e gli spiego perchè quella volta mi hanno fatto soffrire, o perchè quella volta gliel’ho combinata o perchè la loro vita non funziona. Non che la mia vada quel chissacchè, ma ce ne sono alcune che con tutta la comprensione umana sono una dodecafonia di rutti. </p>
<p>“Ma non vedi che rincorri quello che non c’è perchè quello che c’è non sai nemmeno da dove iniziare a vederlo? Ma non capisci che anche volendoti amare non si può, non si può, tutto quell’affetto finisce in un frullatore e si mescola ai filacci del sedano, muore, si mescola in te con parassiti e fobie? Ma fai un pò di volontariato, fai quello che ti pare: figlia. Sposati. Chetati. Mio Dio ma cosa sei diventata, una scatola che erutta frasi sconnesse”. </p>
<p>Questi iniziano con Please Listen. Perchè se solo questa congrega di schizzati, autolesionisti, lamentatori professionali iniziasse ad ascoltare il resto dell’universo starebbero subito bene e io sarei felicissima: potremmo anche stare assieme, potremmo divertirci.</p>
<p>C’è anche la categoria Mentore. </p>
<p>C’è pure quella Full of Stars, una canzone che mi piace tanto e una categoria di persone che hanno trovato somiglianza fra il loro cuore e la loro bocca, gente che amo avere nei paraggi e che cerco di copiare mentre la ammiro. Persone che indovinano sempre le parole perchè hanno ruminato concetti per ore, mesi, anni.  </p>
<p>Provo a fare statistiche, disegno algoritmi: mi chiedo quali associazioni mi abbiano portato a scrivere una persona in un gruppo o in un altro. Certe volte capita che qualcuno passi da una verticale ad un’altra, ma ci devo pensare parecchio: la prima legge della salvezza sul server è che non si archivia mai una cosa in due posti diversi. In particolare è facile che un Personal passi a Press, ma è quasi impossibile che un Real Estate Agent passi a Personal. </p>
<p>“Devi imparare a prendere gli altri così come sono, devi imparare a prendere gli altri come vengono, ognuno fa il meglio che può.”. “<em>Vaccate. E’ un imbecille e tu non lo puoi sopportare</em>”. Ecco, questo è il tipico dialogo che succede nel mio tribunale virtuale appena prima di inserire Mario in Morons invece che in Designer. </p>
<p>Quindi esiste una categoria per ogni cosa: per il legame d’affetto, per il lavoro, per il servizio che quel contatto mi può procurare, per il tipo di relazione che ci lega. Poi compilo ogni campo con precisione. </p>
<p>E’ accaduto un piccolo <em>tic</em>: ho inserito una persona al volo. L’ho conosciuta, mi ha chiamato e l’ho infilata dentro come “Nick”. Ho approfittato del tasto recenti, del cellulare, e con la freccetta ho aggiunto una persona così. Senza categoria. Senza email o fax. </p>
<p>Mi è preso un istinto di sparigliare tutto. </p>
<p>Forse bisogna passare da un rigore quasi mortifero nella vita per tornare a giocare. Forse bisogna fare stock di spray alla candeggina per passare finalmente un fine settimana a sbriciolare sul tappeto senza farsi venire i rossori. Forse ad altri gli riesce veloce e io ci metto sempre il triplo del tempo di chiunque a prendere una decisione o fare le cose, ma è anche vero che ho due capelli bianchi a quasi quarantanni: forse il mio bioritmo va daccordo col mio ritardo esistenziale. Forse ho venti anni scarsi e l’anno prossimo ne compio sedici. </p>
<p>Quindi ho dormito sul divano oggi, pensando che non immetterò più nessuna categoria nei miei telefoni. Ho pensato che devo scategorizzare anche quelli che ci sono già ma poi no, se no risiamo da capo. Un pò così e un pò cosà. </p>
<p>Ho pensato che ieri è iniziata una nuova fase, una nuova vita, e che quel piccolo giardino &#8211; che è tutto quello che ho davanti da qui al RIP &#8211; prende un’impronta un pochino meno manieristica. Piuttosto, sarà bene che cominci a invitarci qualcuno, che metta le panche di legno almeno. </p>
<p>Che poi le rivoluzioni sono dei piccoli <em>clack</em>, delle decisioni che si prendono per sè stessi all’interno della macchina quando il semaforo è rosso. Non ci credo nelle piazze e nel tumulto, le persone messe in gruppo diventano stupide, ma penso che da una sedia in cucina si possa fare girare il mondo. </p>
<p>Stasera comunque sto a casa. </p>
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		<title>Nasce la Giornata europea dei Giusti</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 13:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scoprire]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo fa abbiamo parlato di un&#8217;iniziativa organizzata da Gariwo &#8211; Foresta dei Giusti. Attraverso questa iniziativa si chiedeva all&#8217;Unione Europea e al Consiglio d&#8217;Europa di istituire una giornata europea dedicata ai Giusti. Per partecipare bastava una firma. Con piacere pubblichiamo il comunicato stampa della Gariwo, che ci informa che le firme e il contributo di tutti hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa abbiamo parlato di un&#8217;iniziativa organizzata da <a href="http://www.gariwo.net/" target="_blank">Gariwo &#8211; Foresta dei Giusti</a>. Attraverso questa iniziativa si chiedeva all&#8217;Unione Europea e al Consiglio d&#8217;Europa di istituire una giornata europea dedicata ai Giusti. Per partecipare bastava una firma. Con piacere pubblichiamo il comunicato stampa della Gariwo, che ci informa che le firme e il contributo di tutti hanno portato ad un risultato più che positivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/gariwo.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-16182" title="gariwo" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/gariwo.gif" alt="" width="400" height="162" /></a></p>
<p><em>Carissimi amici,</em><br />
<em> siamo felici di comunicarvi che il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Bruxelles il 10 maggio scorso, ha approvato l&#8217;istituzione della Giornata europea dei Giusti!</em></p>
<p><em> La risoluzione è stata firmata da 388 europarlamentari di tutti i Paesi e di tutti gli schieramenti: d&#8217;ora in avanti negli Stati membri dell&#8217;UE il 6 marzo sarà dedicato al ricordo delle donne e degli uomini che si sono battuti e ancora si battono contro tutti i genocidi e in difesa dei diritti umani.</em></p>
<p><em> Vogliamo ringraziarvi: le vostre firme e il vostro sostegno sono stati fondamentali per raggiungere questo importante traguardo. Anche grazie a voi oggi nasce una giornata per la memoria del bene!</em></p>
<p><em> Continuate a seguirci su <a href="http://t.contactlab.it/c/1000213/294/51880/970" target="_blank">Facebook</a>, su <a href="http://t.contactlab.it/c/1000213/294/51880/971" target="_blank">Twitter</a>, visitando il nostro sito <a href="http://t.contactlab.it/c/1000213/294/51880/972" target="_blank">www.gariwo.net</a> e, se non l&#8217;avete ancora fatto, iscrivetevi alla nostra newsletter <a href="http://t.contactlab.it/c/1000213/294/51880/973" target="_blank">cliccando qui</a>.</em><br />
<em> Riceverete tutti gli aggiornamenti sulle attività di Gariwo in Italia e in Europa.</em></p>
<p><em> Se qualcuno di voi volesse collaborare come volontario con Gariwo inviando storie, articoli e suggerimenti può mettersi in contatto con noi a questo indirizzo e-mail: <a href="http://t.contactlab.it/c/1000213/294/51880/974">redazione@gariwo.net</a></em></p>
<p><em>A presto!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per leggere il nostro articolo sull&#8217;iniziativa Gariwo cliccate <a href="http://www.chometemporary.it/2012/03/01/la-foresta-dei-giusti-gariwo/" target="_blank">qui</a>.<br />
<em><br />
</em></p>
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		<title>Monologhi del giorno del giudizio</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seguire]]></category>
		<category><![CDATA[letti e amati]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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&#8221;In passato si viveva nell&#8217;illusione della follia comunista, oggi si vive corrotti dalla promessa di una vita agiata, ma in realtà, ieri come oggi, si vive in un deserto&#8221;(p. 163). Sembra paradossale l&#8217;utilizzo dell&#8217;immagine del deserto, per un Paese in cui vivono oltre 1 miliardo e 300 mila persone, eppure essa è fra quelle che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/monologhi3.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-16167" title="monologhi3" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/monologhi3.gif" alt="" width="500" height="352" /></a></p>
<p>&#8221;In passato si viveva nell&#8217;illusione della follia comunista, oggi si vive corrotti dalla promessa di una vita agiata, ma in realtà, ieri come oggi, si vive in un deserto&#8221;(p. 163). Sembra paradossale l&#8217;utilizzo dell&#8217;immagine del deserto, per un Paese in cui vivono oltre 1 miliardo e 300 mila persone, eppure essa è fra quelle che campeggiano con più forza nel pensiero di Liu Xiaobo. L&#8217;intellettuale cinese è in carcere dal 2009 con una pena di 11 anni da scontare per le coraggiose denunce formulate a più riprese contro le violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Pechino a dispetto egli impegni in segno contrario assunti (anche recentemente). Insignito del Premio Nobel 2010 per la pace, non ha ricevuto dal Governo cinese il permesso di ritirarlo. Non è allora difficile comprendere come per lui il deserto sia anzitutto quello etico, culturale e civile della Cina. Un paese dalla crescita vorticosa &#8211; certificata dalla galoppata del PIL ( Prodotto interno lordo) e dagli altri principali indicatori di sviluppo economico -, in cui anche il benessere della popolazione è andato migliorando sensibilmente a partire dagli anni Novanta del XIX secolo, senza che questo, però, abbia portato a garantire il godimento dei principali diritti democratici, a partire da quello della libertà di espressione. Un deserto che viene da lontano, soprattutto dalla &#8221;Rivoluzione culturale&#8221; degli anni Settanta, quando &#8221;gli unici contenuti a cui attingere per chi volesse scrivere erano l&#8217;odio, la violenza e il fanatismo, oppure la menzogna, l&#8217;arroganza e il ciniscmo&#8221; (p. 245). Veleni, questi, inoculati ancora oggi dalla macchina propagandistica del partito unico che, se ha ammainato almeno in parte la bandiera della violenza e della repressione sotto la spinta delle riforme di Deng Xiaoping e dell&#8217;apertura al libero mercato, continua invece a tenere bene alta quella del controllo sociale e della limitazione delle libertà individuali. Per capire il percorso imboccato dalla Cina dopo gli eventi di piazza Tian&#8217;anmen a Pechino nel giugno 1989 (la rivoluzione pacifica degli studenti, operai e intellettuali soffocata nel sangue), ai lettori italiani viene offerta una &#8221;guida&#8221; dalla raccolta di scritti di Lui Kiabo, <em>Monologhi del giorno del giudizio, </em>che raccoglie i principali interventi tenuti dal critico letterario, scrittore e docente universitario cinese fra il 2004 e il 2009, prima dell&#8217;arresto per la partecipazione alla stesura di <em>Charta 08</em>, una sorta di manifesto di denuncia contro il regime di Pechino e a favore di riforme democratiche, ispirato al movimento <em>Charta 77  </em>promosso negli anni Settanta dai dissidenti cecoslovacchi contro il potere sovietico.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16165" title="monologhi-1" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/monologhi-1.gif" alt="" width="500" height="774" /></p>
<p>I testi sono stati organizzati attorno ad alcune tematiche: la peculiarità della politica interna cinese, il rapporto fra la Cina e il resto del mondo, l&#8217;evoluzione e le trasformazioni che stanno interessando la cultura e la società del Paese del Dragone. Sono quindi riportati alcuni documenti significativi della storia personale di Xiaobo (fra cui l&#8217;autodifesa al processo del 2009 e la relativa sentenza di condanna), mentre la sezione finale del libro ne antologizza le poesie scritte fra il 1991 e il 1998. Nei suoi scritti, con una serenità a tratta disarmante e nessuna concessione all&#8217;odio, nonostante le vessazioni e le ripetute condanne e incarcerazioni subite &#8211; &#8221; spero di riuscire a contrapporre all&#8217;ostilità del regime la mia massima benevolenza e a dissolvere l&#8217;odio con l&#8217;amore&#8221; (p. 237), scrive -, Xiaobo traccia un profilo disincantato del proprio Paese, svelanto anzitutto l&#8217;inganno del benessere materiale, generato da una crescita economica intesa meramente come incremento del PIL, e del &#8221;dio denaro&#8221;, ammantati dalla retorica nazionale dell&#8217;amor di patria. Una retorica, ad esempio, manifestatasi clamorosamente in tutta la sua potenza, ma anche con tutte le sue contraddizioni e il suo corollario di distorsioni e aberrazioni, in occasione delle Olimpiadi del 2008 (cfr pp. 84-95). L&#8217;A. non nega i miglioramenti e i passi in avanti compiuti negli ultimi anni dalla Cina, sia sotto il profilo economico e delle condizioni di vita della popolazione, sia sotto quello della coscienza civile, in virtù del confronto con l&#8217;Occidente, reo ineludibile anche dall&#8217;impatto di Internet, cui accedono ormai più di 100 milioni di cinesi e nei confronti del quale la censura di Stato non riesce più di tanto a incidere. La &#8221;doppia tirannia della persecuzione fisica e della violenza spirituale che si esercitava nell&#8217;epoca maoista&#8221; (p. 19) &#8211; sccrive Xiaobo &#8211; non esiste più e oggi moralità e giustizia sono appannaggio della gente e non più del regime, dei cui pilastri originari sono rimasti in piedi solo la centralizzazione politica e la repressione. Tuttavia i tempo non sono ancora maturi per un&#8217;apertura del Paese alla democrazia: &#8221; non si intravede nel breve periodo in Cina nessun schieramento politico in grado di cambiare il regime, nè uno statista illuminato come Michail Gorbaciov&#8221; (p. 16). E ciò nonstante la nascita di movimenti di difesa dei diritti individuali o di disobbedienza civile e le rivendicazioni dei diritti di proprietà sulla terra, emerse sempre più spesso in diverse località della Cina rurale, al pari delle reazioni di massa suscitate da gravi violenze recentemente perpetrate dalle autorità, come nei confronti delle rivendicazioni indipendentiste del Tibet e della rivolta etnica dello Xinjiang. Una denuncia amara e disillusa, cui l&#8217;A. affianca tuttavia parole di speranza, invitando a non dimenticare il martirio di alcuni suoi connazionali, che hanno lasciato fulgidi esempi di coraggio nella battaglia contro il totalitarismo comunista ( a partire dalla giornalista e scrittrice dissidente Lin Zhao, che scrisse il suo testamento col sangue nelle carceri di Shanghai, dove fu rinchiusa e uccisa nel 1967), ma soprattutto riallacciandosi ai campioni storici della resistenza non violenta quali Gandhi e Martin Luther King. O addirittura &#8211; lui che ammette di non avere una visione trascendente dell&#8217;esistenza &#8211; all&#8217;esempio di Gesù, che quando pronuncia il suo diniego alle seduzioni del potere &#8221; non prova odio o desiderio di vendetta, ma, al contrario, è ricco di tolleranza e infinito amore&#8221; (p. 165).</p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/monologhi-2.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-16166" title="monologhi-2" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/monologhi-2.gif" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Marco Ostoni</p>
<p>redazione di &#8221;<a href="http://www.aggiornamentisociali.it/" target="_blank">Aggiornamenti Sociali</a>&#8221;</p>
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		<title>Una notte spaventosamente gratuita</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scoprire]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo è un luogo dove atmosfera e sensazioni riescono a coinvolgere e affascinare. Per le stanze aleggia sempre un silenzio quasi sacro, che accompagna i visitatori fra storia, arte, bellezza. Cosa può rendere una visita al Museo ancora più affascinante e inusuale? Andare di notte potrebbe essere un&#8217;esperienza che grandi e piccini difficilmente scorderebbero. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo è un luogo dove atmosfera e sensazioni riescono a coinvolgere e affascinare. Per le stanze aleggia sempre un silenzio quasi sacro, che accompagna i visitatori fra storia, arte, bellezza. Cosa può rendere una visita al Museo ancora più affascinante e inusuale? Andare di notte potrebbe essere un&#8217;esperienza che grandi e piccini difficilmente scorderebbero. Anche quest&#8217;anno torna in Italia <a href="http://www.lanottedeimusei.it/" target="_blank">La Notte dei Musei</a>, un modo diverso di fare cultura e di avvicinare la gente ai musei. Il 19 Maggio sarà una notte &#8221;spaventosamente gratuita&#8221;, come recita lo slogan pubblicitario, durante la quale i musei aderenti rimarranno aperti dalle 20 alle 2 del mattino. Molti organizzano eventi per i più giovani, addirittura in alcuni, come al <a href="http://www.museoscienza.org/" target="_blank">Museo Nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo Da Vinci</a>, bambini e ragazzi possono fermarsi anche per <a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/cs-notte-al-museo-mag2012.pdf" target="_blank">dormire</a>.</p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/notte-musei.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-16144" title="notte-musei" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/notte-musei.gif" alt="" width="500" height="701" /></a></p>
<p>Al museo <a href="http://www.iltrivulzio.it/servizi/beni-culturali/il-museo" target="_blank">Martinitt e Stelline</a>, vi sarà un evento completamente multimediale e interattivo, il primo a Milano. Si potrà vivere l’esperienza ottocentesca della vita in orfanotrofio attraverso le installazioni dello studio N!03. Oltre alla visita ad ingresso con offerta libera, sarà possibile fruire di speciali visite guidate previa prenotazione. Se invece siete appassionati del mondo greco, dei riti, delle cerimonie, potrete rivivere come un cittadino della polis, attraverso banchetti, simposi, suppellettili, scene figurate e racconti degli antichi scrittori. Tutto questo si terrà al <a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Per+Saperne/Per+Saperne/Museo+Archeologico/" target="_blank">Museo Archeologico</a> in corso Magenta.</p>
<p>Il programma completo degli eventi organizzati è visibile sul profilo <a href="http://www.facebook.com/lanottedeimusei?ref=ts" target="_blank">Facebook La Notte dei Musei</a>.</p>
<p>Non ci resta che augurarvi una buona spaventosa notte.<br />
<strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Spigolare</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seguire]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono nella Bibbia gesti e azioni che custodiscono un valore simbolico così profondo da intrecciarsi in modo inestricabile con il tessuto del racconto, quasi come se, senza quell’azione, la storia non potrebbe avere il medesimo andamento. Si pensi, ad esempio, all’azione di attingere acqua a un pozzo negli incontri che portano a un fidanzamento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono nella Bibbia gesti e azioni che custodiscono un valore simbolico così profondo da intrecciarsi in modo inestricabile con il tessuto del racconto, quasi come se, senza quell’azione, la storia non potrebbe avere il medesimo andamento. Si pensi, ad esempio, all’azione di attingere acqua a un pozzo negli incontri che portano a un fidanzamento, o a quella di guidare un gregge nei racconti di chiamata di futuri leader. A causa della distanza storica e culturale che ci separa dai testi biblici, diventa importante una sorta di “traduzione” del valore simbolico dei gesti, per riuscire a comprendere il pieno significato della storia narrata. Così, probabilmente, la storia raccontata nel libro di Rut non potrebbe svolgersi senza il gesto della spigolatura. Conosciamo la vicenda. A causa della carestia che affligge la terra di Israele un uomo sceglie di lasciare Betlemme ed emigra a est, oltre il Giordano, nelle piane di Moab. Alla morte dell’uomo seguono quelle improvvise dei suoi due figli, che hanno sposato donne moabite. Una di esse, Rut, decide di seguire la suocera Noemi nel suo ritorno a Betlemme: <em>il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio </em>(<em>Rut</em> 1, 16). Al loro arrivo le due donne si ritrovano in una precaria situazione di vita: non solo sono entrambe vedove, senza cioè nessun uomo capace di provvedere al loro sostentamento, ma la più giovane è straniera e per di più moabita. Il popolo di Moab, infatti, è uno dei maggiori nemici storici di Israele: <em>l’Ammonita e il Moabita non entreranno nella comunità del Signore; nessuno dei loro discendenti, neppure alla decima generazione, entrerà nella comunità del Signore. Non vi entreranno mai, perché non vi vennero incontro con il pane e con l’acqua nel vostro cammino, quando uscivate dall’Egitto</em> (<em>Deuteronomio</em> 23, 4-5). Rut prende l’iniziativa e propone di fare come fanno i poveri nella stagione della mietitura dell’orzo: <em>Lasciami andare in campagna</em> – disse alla suocera – <em>a spigolare dietro qualcuno nelle cui grazie riuscirò a entrare. E andò e si mise a spigolare nella campagna dietro ai mietitori</em> (<em>Rut</em> 2, 2-3). In questo modo, provvidenzialmente, Rut arriverà sulle terre di Booz, agli occhi del quale troverà grazia. Tutto si “annoderà” tra quest’uomo e la donna, tra il figlio di Israele e la straniera, grazie al gesto dello spigolare, antico quanto lo sono le società agricole. Questa pratica è simbolica di un legame sociale che il resto della storia sviluppa narrativamente e contiene stimoli che possono ispirarci ancora oggi. Nel 2000 è uscito in Francia il documentario della regista Agnès Varda, intitolato <em>Les Glaneurs et la Glaneuse</em> (<em>Gli spigolatori e la spigolatrice</em>). Si incontra tutta un’umanità che esce a spigolare nei campi o a racimolare nei frutteti dopo la raccolta. Ma anche tutti coloro che raccolgono verdura o frutta fuori calibro buttate via dalle aziende all’ingrosso, o quanti recuperano il cibo nei cassonetti alle porte dei supermercati e dei forni o sulle piazze dei mercati prima dei servizi di pulizia. A un certo punto del film, un avvocato in toga ed ermellino, in piedi in un campo di pomodori, commenta il Codice di diritto penale francese (R-26.10), che autorizza spigolatura e racimolatura «dopo il sorgere del sole e prima del suo tramonto», naturalmente dopo che «sia avvenuto il normale raccolto». Interessante per noi notare come il diritto italiano faccia espressamente divieto di spigolare, pendendo la sua mens sul versante della tutela della proprietà. A partire dall’Unità d’Italia le leggi regie non sono dissimili dal Codice penale vigente, che, all’interno del Titolo XIII (<em>Dei delitti contro il patrimonio</em>), all’art. 626 stabilisce: «Si applica la reclusione fino a un anno ovvero la multa fino a 206 euro, e il delitto è punibile a querela della persona offesa […] se il fatto consiste nello spigolare, rastrellare o raspollare nei fondi altrui, non ancora spogliati interamente del raccolto».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mietere e spigolare</strong></p>
<p>Questa non piccola differenza di trattamento giuridico dell’azione dello spigolare suggerisce una riflessione sul fondamento e i limiti del diritto di proprietà, e in particolare se il bisogno di altri costituisca una fonte di obblighi per chi possiede legittimamente il proprio. Nella Bibbia, la proprietà non è, come recitano notissime massime <em>ius utendi et abutendi</em> (diritto di usare e consumare/abusare), né <em>ius excludendi omnes alios</em> (diritto di escludere chiunque altro dalla fruizione del bene posseduto), ma è in rapporto a quella che oggi chiamiamo destinazione universale dei beni (cfr a riguardo la scheda alle pp. 164-168 di questo fascicolo). All’interno dei grandi codici legali biblici, l’attenzione non si focalizza soltanto sulla garanzia per i poveri della possibilità di spigolare e di racimolare, fissandone le relative condizioni, ma si concentra anche sull’atteggiamento dei proprietari terrieri e sulla mentalità con cui va equilibrato l’esercizio della proprietà con il riguardo verso i più poveri. La legge biblica mette in guardia il proprietario contro ogni forma di accanimento nella mietitura, della raccolta o della vendemmia.<em> Non mieterete fino ai margini del campo … non tornare a ripassare i rami</em>: in testi legali si fa attenzione al modo in cui si raccoglie! In realtà, risparmiando spighe e grappoli per coloro che verranno a spigolare e racimolare –stranieri, orfani, vedove –, il proprietario del campo e della vigna fa memoria della situazione di bisogno vissuta dai suoi padri (ricordati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto) e si comporta coerentemente. In un altro testo legale, il Deuteronomio adotta il punto di vista di colui che si appresta a entrare nella vigna o nel campo del prossimo. La liberalità della prescrizione è stupefacente, tanto più che si fa riferimento non tanto al semplice passare del viandante, quanto al vero e proprio raccogliere: Se entri nella vigna del tuo prossimo, potrai mangiare uva secondo il tuo appetito, a sazietà, ma non potrai metterne in alcun tuo recipiente. Se passi tra la messe del tuo prossimo, potrai coglierne spighe con la mano, ma non potrai mettere la falce nella messe del tuo prossimo (23, 25-26). Il criterio è la fame: colui che passa si potrà servire secondo il [suo] appetito, più precisamente ancora, potrà mangiare a sazietà. Eppure i diritti del proprietario non sembrano venir meno, dato che la misura è garantita dal limite pratico: non avere in mano né recipiente né falce. Il legislatore biblico allora, sia che parli al proprietario che miete o raccoglie, sia che parli a colui che attraversa terre coltivate altrui, detta senz’altro dei limiti, ma innanzi tutto sembra accordare pieno diritto a colui che ha fame.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong>Levitico 19, 9-10</strong></p>
<p style="text-align: center;">9 Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete</p>
<p style="text-align: center;">fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che</p>
<p style="text-align: center;">resta da spigolare della messe; 10 quanto alla tua vigna,</p>
<p style="text-align: center;">non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti:</p>
<p style="text-align: center;">li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono Yhwh,</p>
<p style="text-align: center;">vostro Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Deuteronomio 24, 20-22</strong></p>
<p style="text-align: center;">20 Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornare a ripassare i</p>
<p style="text-align: center;">rami. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. 21</p>
<p style="text-align: center;">Quando vendemmierai la tua vigna, non tornerai indietro a</p>
<p style="text-align: center;">racimolare. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova.</p>
<p style="text-align: center;">22 Ricordati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto;</p>
<p style="text-align: center;">perciò ti comando di fare questo.</p>
</blockquote>
<p><strong>Povertà e spigolatura</strong></p>
<p>Dalla legislazione relativa allo spigolare (in tutte le sue forme agricole) ci si apre così alla riflessione più profonda che lega i bisogni dei più poveri alla responsabilità sociale dell’uso dei beni da parte di chi invece, all’interno del popolo, è benestante.Interessante a questo proposito <em>Deuteronomio</em> 15, 4-11 (cfr riquadro) che si apre con <em>non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi</em>. Una società, come l’Israele biblico, che vive la benedizione divina, di cui la terra e i suoi frutti sono il segno tangibile, non può escludere nessuno dei propri membri dal suo godimento. Eppure la presenza della povertà è un dato che va affrontato con un atteggiamento pragmatico. <em>Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso</em>: la forma assume la connotazione della legge casuistica, del problema sociale da affrontare. Al termine l’indicazione si apre al di là di ogni misura legale da prendere: <em>Poiché i bisognosi non mancheranno mai nella terra, allora io ti do questo comando e ti dico: «Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nella tua terra»</em>. Ecco perché, in questa prospettiva, il diritto alla spigolatura può essere visto come una misura da prendere <em>se c’ è in mezzo a te un fratello che è bisognoso</em>. Accettare che, terminato il raccolto, ciò che rimane sul campo (l’eccedenza) possa “di diritto” essere preso dai più bisognosi risponde esattamente a una visione della proprietà privata subordinata a un “bene comune” più comprensivo. Ciò che vale-va nell’antichità, vale anche nel mondo di oggi. Occorre adattare quel diritto a tutti i nostri contesti di produzione e distribuzione, considerando recuperi e riciclaggi alimentari come forme contemporanee di spigolatura, anzi i circuiti produttivi delle nostre società consumistiche producono strutturalmente eccedenze in misura sconosciuta all’antichità, che, invece di essere smaltite, potrebbero essere utilizzate. Che sia riconosciuta legalmente o no, la spigolatura – nella sua forma classica o nelle varianti contemporanee a cui abbiamo accennato – trova sempre giustificazione morale, indipendentemente dal fatto che il diritto positivo la riconosca o meno. È chiaro che un’argomentazione sulla questione della fondazione dei diritti travalica questa breve riflessione. Si può tuttavia sottolineare che, se il positivismo giuridico li vede sempre come dettati dalla legge, la Bibbia, la teologia e la dottrina sociale della Chiesa li concepiscono come portato della dignità intrinseca di ogni essere umano, che trascenderà sempre, nei suoi bisogni fondamentali, qualunque diritto di proprietà.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/204-11-05-28-9984.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-16118" title="204-11-05-28-9984" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/204-11-05-28-9984.gif" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong>Deuteronomio 15, 4-11</strong></p>
<p style="text-align: center;">4 Del resto non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché</p>
<p style="text-align: center;">il Signore certo ti benedirà nella terra che il Signore,</p>
<p style="text-align: center;">tuo Dio, ti dà in possesso ereditario […]</p>
<p style="text-align: center;">7 Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso</p>
<p style="text-align: center;">in una delle tue città nella terra che il Signore,</p>
<p style="text-align: center;">tuo Dio, ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la</p>
<p style="text-align: center;">mano davanti al tuo fratello bisognoso, 8 ma gli aprirai la</p>
<p style="text-align: center;">mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si</p>
<p style="text-align: center;">trova. […] 10 Dagli generosamente e, mentre gli doni, il tuo</p>
<p style="text-align: center;">cuore non si rattristi. Proprio per questo, infatti, il Signore,</p>
<p style="text-align: center;">tuo Dio, ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai</p>
<p style="text-align: center;">messo mano. 11 Poiché i bisognosi non mancheranno mai</p>
<p style="text-align: center;">nella terra, allora io ti do questo comando e ti dico: «Apri</p>
<p style="text-align: center;">generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso</p>
<p style="text-align: center;">nella tua terra».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong>Memoria e dignità</strong></p>
<p style="text-align: left;">Oggi può mancare la memoria della dignità dello spigolatore caratteristica della società agricola. Oltre alla figura biblica di Rut, le parole della <em>Spigolatrice di Sapri</em> (poesia composta da Luigi Mercantini nel 1857) o il dipinto di Jean-François Millet <em>Le spigolatrici</em> (1867) potrebbero ricordarci che gli spigolatori da sempre fanno parte del “ritratto di famiglia” della nostra umanità. Ieri come oggi e così domani, attraverso i tempi, uomini e donne sono potuti sopravvivere passando “dopo” altri, nei campi, nelle vigne, o nei mercati, lavorando tanto quanto i primi, se non di più, suscitando ammirazione. Così accade anche nel libro di Rut, dove l’ardore della moabita strappa un commento elogiativo: <em>È venuta ed è rimasta in piedi da stamattina fino ad ora. Solo adesso si è un poco seduta all’ombra</em> (<em>Rut</em> 2, 7; trad. dell’A.). Booz ne resterà conquistato e reagirà “aprendo generosamente la sua mano”, dicendo ai servi: <em>Lasciatela spigolare anche fra i covoni e non fatele del male. Anzi fate cadere apposta per lei spighe dai mannelli; lasciatele lì, perché le raccolga, e non sgridatela</em> (2, 16-17). Fu così che Rut, la straniera, poté passare dai margini del popolo addirittura al suo centro, diventando la bisnonna del re Davide: tutto è dipeso dall’aver preso, quel giorno, l’iniziativa di andare a spigolare. Se la possibilità di spigolare è legata alla generosità della natura e dell’umanità, c’è un altro ambito in cui siamo stimolati a raccogliere l’eccesso del dono: la lettura della Scrittura che si attua solo venendo dietro il lavoro di raccolta di altri. Nella Bibbia “venire dietro” non è affatto maledizione: <em>Anch’ io, venuto per ultimo, mi sono tenuto desto, come uno racimola dietro i vendemmiatori: con la benedizione del Signore sono giunto per primo, e come ogni altro vendemmiatore ho riempito il tino</em> (<em>Siracide</em> 33, 16-17). Così commenta il brano Erri De Luca (<em>Ora prima</em>, Qiqajon, Magnano, 1997, 20-21): «Ognuno di noi che sfoglia le Scritture sacre è l’ultimo venuto tra i lettori; ognuno di noi passa tra quelle righe come tra le vigne già spogliate, che non ci appartengono ma alle quali veniamo ammessi perché, da ultimi, siamo i più poveri. Eppure un resto di saggezza è ancora a portata di raccolto per chi percorre attento i passi che i vendemmiatori e le generazioni precedenti hanno percorso. Anche all’ultimo lettore è dato di trovare del frutto rimasto, in modo da poter aggiungere la sua nota in fondo all’infinito commento. Allora ci potremo accorgere, con lo stupore che è stato quello di Siracide, che il raccolto è stato abbondante e con lui potremo dire: “come il vendemmiatore anch’io che sono solo un lento racimolatore, ho riempito il tino”».</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/spigola.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-16120" title="spigola" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/spigola.gif" alt="" width="500" height="365" /></a></p>
<p>di <em>Jean-Pierre Sonnet</em> SJ</p>
<p>Docente di Sacra Scrittura nel Pontificio</p>
<p>Istituto Biblico di Roma</p>
<p>Redazione di <em><a href="http://www.aggiornamentisociali.it/" target="_blank">Aggiornamenti Sociali</a></em></p>
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		<title>Ascoltati: Jack White, &#8220;Blunderbuss&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 21:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alta fedeltà. Diario discografico]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[A vederlo fotografato da Chiara Meattelli durante uno dei primi concerti seguiti all&#8217;uscita dell&#8217;esordio solista, gli mancano solo le mani forbiciate per sembrare un personaggio di Tim Burton. Oggi ancora più di ieri, dopo che è passato dalla tricromia rosso-bianco-nero al rigido monocolore blu, declinato in varie tonalità ma sempre vagamente gotico, specie quando tiene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A vederlo <a href="http://thebrixtownmassacre.wordpress.com/2012/05/03/solo-jack-london-show-photo-gallery/" target="_blank">fotografato</a> da Chiara Meattelli durante uno dei primi concerti seguiti all&#8217;uscita dell&#8217;esordio solista, gli mancano solo le mani forbiciate per sembrare un personaggio di Tim Burton. Oggi ancora più di ieri, dopo che è passato dalla tricromia rosso-bianco-nero al rigido monocolore blu, declinato in varie tonalità ma sempre vagamente gotico, specie quando tiene appollaiato sulla spalla un avvoltoio come fosse una cocorita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_16056" class="wp-caption aligncenter" style="width: 350px"><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jack-white-3402.jpg"><img class="size-full wp-image-16056  " title="jack white 340" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jack-white-3402.jpg" alt="" width="340" height="440" /></a><p class="wp-caption-text">Jack White fotografato da Craig McDean su Interview</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Jack White, al secolo John Anthony Gillis da Detroit, ultimo di dieci tra fratelli e sorelle, l&#8217;unico al mondo che organizza un party insieme alla neo-ex-moglie (la modella Karen Elson) per festeggiare il divorzio, è sicuramente uno dei personaggi più curiosi, musicalmente interessanti e influenti dell&#8217;ultimo decennio. Anche per questo è strano pensare che solo oggi, dopo i sei dischi dei White Stripes, dopo le incarnazioni con i Dead Weather e i Rencounters, dopo l&#8217;attività da produttore e discografico e le partecipazioni a progetti altrui (come &#8220;Rome&#8221; di Daniele Luppi e Danger Mouse), solo oggi, dicevamo, l&#8217;emaciato chitarrista/pozzo di riff (e all&#8217;occorrenza batterista) pubblica un album a suo nome.</p>
<p>&#8220;Blunderbuss&#8221; ha messo d&#8217;accordo ben pochi commentatori, affiancando alla schiera di chi già storceva la bocca considerando sopravvalutati gli Stripes, coloro che non hanno trovato il nuovo lavoro tutto &#8216;sto granché, proprio raffrontandolo con quelli del duo. Se avete letto un po&#8217; di recensioni in giro, sapete che la distribuzione delle stelle oscilla tra due e cinque, tanto che non si capisce se tutti stanno parlando della stessa galassia. Insomma, il ragazzo fa discutere, si arpiona con puntiglioso rispetto a radici musicali profonde, e non è detto che quello che ci aggiunge di suo possa piacere, o bastare, a tutti.</p>
<p>Ho deciso di aspettare un po&#8217; a scrivere di questo disco, che ho comprato in vinile (con codice per scaricare gli mp3 incluso), per un paio di motivi. Primo, avevo serie difficoltà a districarmi tra i vari giudizi dei critici e mi serviva di un po&#8217; di tempo per consolidare il mio, che resta personalissimo e dilettantisico, al solito. Secondo, devo ammetere che all&#8217;inizio non mi aveva lasciato una grandissima impressione e mi pareva che solo pochi pezzi fossero all&#8217;altezza della firma, e soprattutto delle aspettative. Dopo un paio di ascolti, però, ho rivisto questa posizione e ora posso dirlo senza remore: l&#8217;album mi piace. Non sono sicuro che sia destinato a restare tra i top del decennio (penso di no, anzi) e non giurerei neppure che finisca tra i primissimi del 2012 (tirando le somme a maggio, direi di sì), ma credo che Jack abbia fatto un buon lavoro. In fondo tra i suoi pregi c&#8217;è anche quello di non promettere niente di più o di diverso da ciò che alla fine esce dalle casse: è chiaro che c&#8217;è un saldo riferimento alla tradizione, soprattutto nella scelta del suono e degli strumenti, e se si cerca in casa White la genesi della nuova era del rock, temo che si sbagli indirizzo.</p>
<p>Quello che non manca, invece, è una sfilza di canzoni efficaci e l&#8217;immancabile parata di riff. Si parte con l&#8217;incedere incalzante del piano elettrico, uno dei protagonsiti in questi solchi, in &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=bc6pRmdlna0http://" target="_blank">Missing Pieces</a>&#8220;, ottima indtroduzione che sventaglia alcune delle idee riprese più avanti. La voce acuta di White, capace di eccitare o di scatenare crisi isteriche, lascia spesso il posto a escursioni strumentali, che nel finale affollano una specie di jam-session. La chitarra elettrica più acida e metallica del disco accende &#8220;Sixteen Saltines&#8221;, stravolta da più metamorfosi. Terzo pezzo e terzo strumento apripista: stavolta sono le percussioni che anticipano un riff, quello di &#8220;Freedom at 21&#8243;, forse un po&#8217; troppo  simile al famigerato basso di &#8220;Seven Nation Army&#8221;.</p>
<p>Il singolo che ha anticipato il disco, &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=HSqYcaXdCbQ&amp;feature=related" target="_blank">Love Interruption</a>&#8220;, è la hit annunciata, facilmente godibile  senza essere evanescente. Anzi, al di là dei ritornelli, è il tessuto sottostante, ma anche il duetto con Ruby Amanfu e i ricami strumentali, a dare sostanza. La mia preferita forse è la title track: anche qui si procede con un&#8217;introduzione strumentale e l&#8217;ingresso discreto della voce, più controllata rispetto agli altri episodi.</p>
<p>Una cascata cristallina di note  dà il via a &#8220;Hypnotical Kiss&#8221;, giocata in un continuo dialogo tra il pianoforte e la batteria, mentre  &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=2Z7_nlhZI6s" target="_blank">Trash Tongue Talker</a>&#8220;,  un rhytm &amp; blues venato di rap, è seguito dal carillon iniziale di &#8220;Hip (Eponymous) Boy&#8221;, che mantiene un&#8217;aria d&#8217;improvvisazione. &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=PK-D19aK97E" target="_blank">I Guess I Shold Go To Sleep</a>&#8221; è uno dei brani più curiosi, un riuscito patchwork di blues, jazz e country in cui Jack sembra a suo agio, senza ridursi al ruolo di guida nel museo storico della musica popolare. C&#8217;è ancora spazio per gli archi di &#8220;On and on and on&#8221;, una ballad narrata tenendo l&#8217;enfasi al minimo, e per il divertimento in tre quarti di &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=tufhXYvXtwk" target="_blank">Take me With You When You Go</a>&#8220;, che in certi momenti potrebbe  saltar fuori di un vecchio Lp dei Byrds, ma poi svolta completamente verso una sferzante marcia conclusiva.</p>
<p>Tanto per rimarcare che Jack sa da dove arriva, ma sa pure dove andare.</p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/author/Lorenzo/" target="_blank"> di Lorenzo Mei</a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/FNKk-XdS9Z4" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
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		<title>Le Cartoniadi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scoprire]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come rendere la raccolta differenziata un gioco e un momento di divertimento comune? Le Cartoniadi sono un esempio concreto di come poter divertirsi riciclando. Dall&#8217;1 al 31 Maggio le Nove Zone di Milano gareggeranno per vincere il titolo di &#8221;campione del riciclo&#8221; e il montepremi in denaro di 50.000 euro, messo a disposizione da Comieco (Consorzio Nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come rendere la raccolta differenziata un gioco e un momento di divertimento comune? Le <a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/cs_lancio_cartoniadi_di_milano.pdf" target="_blank">Cartoniadi</a> sono un esempio concreto di come poter divertirsi riciclando. Dall&#8217;1 al 31 Maggio le Nove Zone di Milano gareggeranno per vincere il titolo di &#8221;campione del riciclo&#8221; e il montepremi in denaro di 50.000 euro, messo a disposizione da <a href="http://www.comieco.org/" target="_blank">Comieco</a> (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica). Il montepremi dovrà essere obbligatoriamente utilizzato a favore della collettività e sarà vinto dalla Zona che raccoglierà carta in maggiore quantità a qualità. Le Zone dovranno infatti seguire tutti i punti del regolamento della differenziata, per poter fare una raccolta corretta. Verranno messe a confronto la raccolta di Maggio con quella di Aprile per decretare il vincitore. Saranno coinvolti oltre 1.300.000 cittadini, gli obiettivi sono molteplici, ma quello più importante è migliorare quantità e qualità della raccolta differenziata di carta e cartone. &#8221;<em>È un&#8217;ottima occasione questa per Milano per dimostrare il nostro impegno costante verso la sostenibilità ambientale. Le Cartoniadi sono parte importante del percorso avviato per incrementare la cultura del riciclo, che nei prossimi mesi sarà implementato con l&#8217;introduzione della raccolta dell&#8217;umido.</em>&#8221; &#8211; ha dichiarato l&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente Pierfrancesco Maran. &#8211; &#8220;<em>Partendo da piccoli gesti quotidiani come questi si può migliorare la qualità della vita di tutti</em>&#8220;. Inoltre ogni Zona riceverà un ulteriore premio di 1.000 euro, messi a disposizione da Comieco, che saranno destinati ad un istituto del proprio territorio per organizzare autonomamente un &#8221;<a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/scheda_premi_concorso_scuole-_cartoniadi_milano.pdf" target="_blank">concorso nel concorso</a>&#8221;. Tutte le scuole di ogni zona dovranno avranno dei specifici compiti da realizzare e mandare al comitato della proprio territorio, che valuterà e premierà l&#8217;istituto più meritevole.</p>
<p>Anche Napoli parteciperà a questa gara. Ogni singola municipalità cercherà di conquistarsi il titolo di campione della differenziata. Sono ancora tanti gli errori che vengono commessi nella raccolta di carta e cartone, e le Cartoniadi vogliono essere un modo per avvicinare ogni singolo cittadino ad un corretto modo di suddividere questo materiale. Oltre ad essere un&#8217;esigenza, un impegno per il bene comune, la raccolta differenziata educa o ri-educa verso dei valori indispensabili per una vera comunità: rispetto, consapevolezza, sostenibilità. Per ulteriori informazioni sulla gara e sulla raccolta differenziata collegatevi sul sito<a href="http://www.amsa.it/gruppo/cms/amsa/index.html" target="_blank"> AMSA</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-16087" title="campagna1" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/campagna1.gif" alt="" width="500" height="709" /></p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/campagna2.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-16088" title="campagna2" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/campagna2.gif" alt="" width="500" height="706" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagini vincitrici della campagna del 2010 della <a href="http://www.sociallycorrect.it/" target="_blank">Socially Correct</a>, </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>“OGNI GESTO CONTA”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nella vecchia fattoria, ia-ia-oh.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 07:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>juadep</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seguire]]></category>
		<category><![CDATA[Il ministero delle dispari opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei miei piani del futuro prossimo c’è quello di aprire una fattoria, abitazione e scuola, con le galline e se mi piglia il coraggio qualche bel maiale. Una rete wi-fi così sostanziosa da potere alimentare i frigoriferi, certo, e attrezzature informatiche dure, soffici, volatili all’avanguardia. L’importante è che la musica esca con i bassi, amo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei miei piani del futuro prossimo c’è quello di aprire una fattoria, abitazione e scuola, con le galline e se mi piglia il coraggio qualche bel maiale. Una rete wi-fi così sostanziosa da potere alimentare i frigoriferi, certo, e attrezzature informatiche dure, soffici, volatili all’avanguardia. L’importante è che la musica esca con i bassi, amo i bassi che mi rimbalzano sulla pancia &#8211; tutto il resto arriva secondo.<br />
<a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/juanitaceciliaanna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-16027" title="juanitaceciliaanna" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/juanitaceciliaanna.jpg" alt="Juanita de Paola" width="450" height="381" /></a></p>
<p>Mi dedicherò al marketing ma anche all’orto, non nel senso che tiro su i pomodori ma che li colgo e li affetto e li mangio. Magari posso anche innaffiare una o due volte al mese, ma l’atto pratico ripetitivo mi annoia a morte, quindi è bene che altri si dedichino al verde. Io, piuttosto, arrotolo i cavi.</p>
<p>Nella scuola ci saranno insegnanti in gamba, con autorizzazione a tirare nocchini nella testa dei bambini. Ma anche pedate nelle terga dei ragazzi. Ma anche schiaffoni nella testa di noi adulti &#8211; una scuola continua, dico, fino a centodieci anni.</p>
<p>Questa piccola comunità avrà severi test di ingresso, che io non ideerò perchè ho sempre avuto una passione per le sgualdrine e i disgraziati e questo non è proprio il nucleo adatto per una convivenza prolungata. O forse sì.</p>
<p>Covo il sogno che vi sia una bella compartecipazione albanese, comunità di cui mi sono appassionata ammirando le trasformazioni di casacce qui nei paraggi in templi immobiliari: ma come fanno? Ci vuole qualcuno che si intenda di muratura e che ci insegni non dico a stuccare ma almeno a pittare le mura.</p>
<p>Spero che ci sia anche qualche genovese, hanno un accento che mi fa morire dal ridere. E poi lo mettiamo ai conti, così non rischiamo di spendere più di quanto guadagnamo; uno dei corsi scolastici sarà sicuramente Meglio Meno Ma Meglio. Ovvero un sistema incredibile e innovativo per cui se guadagni dieci e spendi cinque ci rientra di tutto.</p>
<p>“Tecnica di rimorchiamento di Modelle con il Pandino”, che con la Porche sono buoni tutti. Ci tengo a questo corso, per ridare un pò di speranza alla metà umana maschile, che mi par tanto depressa da trentanni a questa parte.</p>
<p>“Sottrarre i figli maschi alle mamme italiane” sarà sicuramente oggetto di discussione, ma io credo che i piccini dotati di cacchio debbano abbandonare la mamma verso i sette/otto anni, per non subire danni irreversibili o finire a mangiare le mele sbucciate organiche alle Medie.</p>
<p>Saranno affidati a me, l’umano più maschio che abbia mai incontrato, e li alleverò facendo loro accoppare animali nel bosco, li terrò puzzolenti. Non saranno tollerate lauree, ma solo lavori manuali. Se proprio si vorranno acculturare lo dovranno fare di nascosto. Con tutto il divertimento che ne segue. Standomi accanto non potranno sviluppare nessun gusto nell’abbinamento di vestiti o mobili, molto probabilmente verranno fuori daltonici ma non importa. L’importante è che quando messi davanti alla fidanzata o al fidanzato, chè è l’ora di finirla con queste sottigliezze, sappiano mettersi in gioco e caricarsi di responsabilità con un bel sorriso sulle spalle. Impareranno questa tecnica quando li lascerò nel bosco senza cibo, estathè e iPhone una mesata intera.</p>
<p>Nella nostra comunità ci deve essere di sicuro una sala prove e una stanza dei divani, se no io non vedo dove poter dormire. Devo sfangare questa sindrome del talamo mortifero, della testata del letto che io vedo con scolpita un’epigrafe “la vogliamo ricordare così”. Potrei andare dall’analista. Ma mi guarirebbe di una malattia e me ne impianterebbe un’altra più razionale, più trista.</p>
<p>Non lo so, ho sempre pensato che se mi avessero guarito dalle mie fisime più idiote non sarei più stata capace di scrivere un blog o di pensare che è ancora possibile, per me, alla soglia dei quaranta diventare una rock star. Io ci credo ancora.</p>
<p>Nella mia fattoria didattica ognuno farà quel che serve. Se proprio i nostri figli vorranno andare all’università saranno costretti anche a fare un corso di idraulica, per avere la certezza che in quei quindici anni impareranno qualcosa. Dico qualcosa che poi serve a qualcosaltro.</p>
<p>Come ogni dittatore che si rispetti, in fin dei conti questo è il mio regno e io ci governo, ho anche certe pretese non proprio a modino &#8211; ma io non posso sopportare le persone sciatte, quindi dimenticatevi pure il pigiama e la scarpe comode. Mi urtano lo stomaco quelli che passano le giornate con la tuta e le scarpe da ginnastica, ma cazzo, ma se volevi fare il maratoneta perchè stai sempre qui sul divano con quel culo a trapezio. Dovrò mettercela tutta per venire a patti con le scarpe ballerine, ma credo di potercela fare.</p>
<p>La mia fattoria vivrà di bisogni e di sogni e se possibile starà vicino al mare, perchè non c’è quasi nulla che una nuotata nell’acqua chiara non possa risolvere. Ma vicino relativo, nel senso che la campagna deve essere il tema e l’uovo fresco l’unico rigore politico di cui voglio sentire parlare.</p>
<p>Non ci sarà posto, mi duole dirlo, per Mtv, che sarà criptato. Questo perchè ritengo che la nascita del video musicale coincida con il tracollo della civiltà contemporanea, quando si è cominciato a fare zampettare bimbette scollate invece che ascoltare i Toto senza mai dover scoprire che erano brutti come un bancario messicano. Fa fede il video di Hold the Line.</p>
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		<title>Perseverare è diabolico</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 13:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Oldani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seguire]]></category>
		<category><![CDATA[L'odore dei libri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il buio oltre la siepe è uno di quei volumi che hanno ospitato per anni il comodino in fianco al mio letto. La copertina ha fatto in tempo ad ingiallirsi sotto la luce della abat-jour prima che io mi decidessi ad aprirlo. Lo strato di polvere in effetti mi ha fatto dubitare della mia stessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il buio oltre la siepe</em> è uno di quei volumi che hanno ospitato per anni il comodino in fianco al mio letto. La copertina ha fatto in tempo ad ingiallirsi sotto la luce della abat-jour prima che io mi decidessi ad aprirlo. Lo strato di polvere in effetti mi ha fatto dubitare della mia stessa igiene, ma questo è un altro paio di maniche. Finalmente settimana scorsa, tredici anni dopo che la mia professoressa di italiano me lo diede come compito delle vacanze, ho letto questo suggestivo romanzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di andare oltre, vorrei specificare che non lessi il libro allora non perché non fossi particolarmente diligente coi compiti estivi (mia madre ha saputo escogitare minacce irripetibili per farmi studiare nei mesi di vacanza che preferire non citare in questa sede), ma perché tutti coloro che avevano già letto il romanzo ne parlavano come fosse il romanzo più bello della storia, che mi sarebbe piaciuto sicuramente, dalla cartolaia alla mia compagna di banco. Tutti con occhi sgranati -azzurri, per altro, nei miei ricordi- sospiravano pronunciandone il titolo, come se stessi per affrontare un’avventura indimenticabile, gelosi custodi di un segreto che stavo per decodificare a mia volta. E quindi ho ritenuto opportuno non leggerlo.</p>
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<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/Schermata-2012-05-10-a-20-1.00.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-16020" title="Schermata-2012-05-10-a-20-1.00" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/Schermata-2012-05-10-a-20-1.00.gif" alt="" width="500" height="373" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Depositato sul comodino, in realtà questo celebre romanzo non è mai stato del tutto dimenticato e, dopo tanti anni, ho ceduto alla tentazione e l’ho letto. Trecento pagine in tre giorni. Non un record, ma abbastanza per dare ragione a coloro che insistevano perché lo leggessi. Sì, sì, un romanzo splendido che mi ha lasciato una crescente voglia di leggere non appena ho concluso l’ultima pagina. L’esperienza di vita che dà la piccola Scout, grande personaggio della letteratura progressista degli anni ’60, è in realtà una lezione universale. Comprendo le ragioni che spinsero la mia insegnante a inserirlo nella lista delle letture in quella lontana estate. Mi chiedo però se ne avrei veramente compreso il senso. Grazie alla reazione che ha ancora oggi la mia compagna di banco di quel tempo nel parlare del romanzo, però, intuisco che sarebbe piaciuto molto anche a me. Mi pento di aver fatto la mia solita scelta snob? Forse un po’. Rimane però il fatto che ho saputo immergermi in questa lettura senza rimpianti, apprezzandola appieno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il tema del razzismo è affrontato attraverso gli occhi di una bambina, in un piccolo paese degli Stati Uniti negli anni ’30. Ero spaventata, temevo di affezionarmi a personaggi che poi mi sarebbero stati tolti violentemente dall’autrice, la divina e introvabile Harper Lee. Invece la lettura è stata piacevole, tesa e divertente nei punti giusti. Le cattive sorprese che fanno di un libro un buon romanzo non sono mancate, senza però farmi mancare il terreno sotto ai piedi. Il clima di tutto il romanzo è in generale teso, quindi alcuni avvenimenti sono, in un certo senso, dovuti. Eppure le risate non sono mancate. E anche un po’ di commozione, a dirla tutta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla fine mi è dispiaciuto togliere questo volume dalla pila infinita del comodino, ironia della sorte. Ora <em>Il buio oltre la siepe</em> occupa il suo posto d’onore nella mia libreria, in cui sarebbe dovuto stare da più di tredici anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Jeff Wall alla Galleria Lorcan O&#8217;Neil di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 16:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontrarsi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi la Galleria Lorcan O&#8217;Neil di Roma, ospita per la terza volta Jeff Wall e i suoi nuovi lavori fotografici realizzati in Sicilia. Wall è uno degli artisti più influenti che ci siano sulla scena contemporanea, le sue fotografie suscitano un forte impatto sulle giovani generazioni. Si definisce &#8220;un pittore della vita moderna&#8221; e spesso basa il contenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi la <a href="http://www.lorcanoneill.com/site/index.php" target="_blank">Galleria Lorcan O&#8217;Neil</a> di Roma, ospita per la terza volta Jeff Wall e i suoi nuovi lavori fotografici realizzati in Sicilia. Wall è uno degli artisti più influenti che ci siano sulla scena contemporanea, le sue fotografie suscitano un forte impatto sulle giovani generazioni. Si definisce &#8220;<em>un pittore della vita moderna</em>&#8221; e spesso basa il contenuto e la forma delle sue immagini sul realismo del XIX secolo. Le sue immagini sono frutto di uno studio attento e di una ricerca ben definita. Mette in discussione il realismo, rendendolo straniante, bloccandolo in una situazione enigmatica e sospesa fra realtà e finzione. Per primo ha usato delle cornici retroillumminate, light box, per rendere le sue immagini &#8221;cinematografiche&#8221;. Nonostante i suoi lavori abbiano un aspetto realistico e descrivono situazioni comuni e quotidiane, sono costruite come quelle di un film, con luci, set, attori in posa. L&#8217;intento dell&#8217;artista è quello miscelare l&#8217;arte e la pittura con la quotidianità contemporanea, con la vita banale di uno qualunque dei nostri giorni. Wall cerca di spingerci ad guardare con maggiore attenzione le situazioni quotidiane, immagini che solitamente non ci fermiamo ad osservare. Contemporaneamente rivitalizza il passato dell&#8217;arte, riportandolo nella vita e nella visione contemporanee.</p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jeff-wall.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-15938" title="jeff-wall" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jeff-wall.gif" alt="" width="500" height="407" /></a></p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jeff-wall3.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-15941" title="jeff-wall3" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jeff-wall3.gif" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jeff-wall2.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-15940" title="jeff-wall2" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jeff-wall2.gif" alt="" width="500" height="390" /></a></p>
<p><a href="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jeff-wall1.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-15939" title="jeff-wall1" src="http://www.chometemporary.it/wp-content/uploads/2012/05/jeff-wall1.gif" alt="" width="500" height="424" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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