Oggi alle 18.30, presso la Fondazione Forma per la Fotografia, verrà inaugurata la mostra Zingari di Josef Koudelka. E’ senza dubbio uno dei lavori fotografici più celebri del Novecento. Ma non si tratta di una semplice mostra fotografica.

Zingari parla di tante vite, di tanti luoghi, di sentimenti, dolori ed emozioni. 109 scatti che raccontano una storia, che catturano e affascinano, davanti alle quali non si può restare indifferenti. La forza di queste immagini è tale da abbattere ogni idea, pregiudizio, pensiero sul mondo degli zingari. Impossibile restare impassibili e non lasciarsi trasportare.

Una mostra che Josef Koudelka ha aspettato per 43 anni. Fotografie che testimoniano realtà quotidiane delle comunità gitane negli anni sessanta in Boemia, Moravia, Slovacchia, Romania, Ungheria e in alcuni casi in Francia e Spagna. Ma non sono immagini storiche, non parlano soltanto dei vissuti oggettivi di un popolo, raccontano attraverso lo sguardo incisivo dell’autore, momenti unici, scene di vita familiare, momenti di festa, di gioco, di ritualità. Ogni dettaglio è curato in modo attento e preciso, non solo nella fotografia, ma anche nell’allestimento. Come dice lo stesso autore “le mostre devono dare un messaggio di contenuto e uno di grafica e non importa da che parte si comincia a guardare, quello che conta è creare dei gruppi omogenei per temi, soggetti, per emozioni”. Dopo tantissimi anni passati fra l’anonimato, la paura, gli spostamenti, finalmente oggi possiamo ammirare le foto di questo coraggioso uomo, scatti che diventano denuncia e che raccontano al mondo realtà difficili spesso ignorate.

Mario Calabresi, giornalista di La Stampa, ha intervistato Josef Koudelka. Il risultato è Josef Koudelka, gli zingari mi hanno cambiato la vitaun’interessantissima conversazione che può far comprendere in modo più accurato, l’universo che si cela dietro gli scatti.

La mostra è presentata in collaborazione con Magnum Photos.