Regia: Christopher Nolan

Interpreti: Christian Bale, Tom Hardy, Anne Hathaway, Gary Oldman, Joseph Gordon- Levitt, Michael Caine, Morgan Freeman, Marion Cotillard, Liam Neeson, Cillian Murphy

Dutata: 2h 35min

La trilogia del nuovo Batman di Nolan/Bale si chiude qui. E non è affatto facile recensire quest’ultimo capitolo, forte delle enormi aspettative maturate dopo il capolavoro del primo Cavaliere Oscuro che ha visto la straordinaria interpretazione del compianto Heath Ledger. Gli aspetti da valutare sono tantissimi, sia analizzando il film singolarmente, sia calandolo nell’opera complessiva.

La storia si svolge 8 anni dopo i fatti del Cavaliere Oscuro: Bruce Wayne (Christian Bale) si è ritirato a vita eremitica dopo la morte della sua adorata Rachel. Il turbinio di eventi che accadrà in seguito, però, lo convincerà a rimettersi la maschera: l’ascesa del pericoloso criminale Bane (Tom Hardy) porterà infatti Gotham alla distruzione, per riallacciarsi all’ideale della setta delle ombre tanto caro a Ra’s al Ghul del primo Batman Begins. Morte e risurrezione (“rises”) di Bruce Wayne, prima uomo in carne, ossa e paure e poi giustiziere della notte.

Il film sembrerebbe essere il seguito di Batman Begins più che del Cavaliere Oscuro: il ritorno del sopracitato Ra’s al Ghul e dei suoi ideali si intreccia con la trama del film più del ricordo di Harvey Dent, ex procuratore distrettuale diventato poi il cattivo Two Face. Ovvio che la sceneggiatura è stata ripensata dopo la tragica scomparsa di Heath Ledger, meraviglioso Joker in grado di eguagliare (e per alcuni superare) la performance di Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton.

REGIA: a Nolan fu chiesto sette anni fa di ripensare la saga di Batman ormai relegata a semplice prodotto di intrattenimento per ragazzi, dopo gli esperimenti di Joel Schumacher: il buon Christopher rivestì il personaggio di una veste tutta nuova, più umana, più profonda e adulta, e così anche i personaggi di contorno. Questo Dark Knight Rises ci mostra infatti un Bruce Wayne ridotto a carne da macello, un uomo pieno di rancore e sofferenza più che un supereroe. La trama è ricca di personaggi che forse nelle 2 ore e mezza del film non è stato possibile analizzare nella loro complessità: la splendida Catwoman (Anne Hathaway), sexy e sfrontata quanto basta da non far rimpiangere Michelle Pfeiffer; il coraggioso poliziotto-detective John Blake (Joseph-Gordon Levitt) che diventerà un personaggio importantissimo ai fini della (prossima?) trama. L’unico personaggio di cui si sono approfondite le origini è il terribile Bane, o forse è quello che si vuol far credere…

SCENEGGIATURA: come detto prima, la sceneggiatura riprende quella del primo film. Meno ironica ma più esplosiva, più massiccia; vi è molta più azione, più suspance, più potenza, più personaggi. Essa però è meno curata rispetto a quella del precedente Cavaliere Oscuro, proprio perché a mio avviso qui il regista ha avuto a che fare con più personaggi; nel precedente film, invece, l’unico vero personaggio da approfondire era Joker, anche se poi fu fatto un lavoro magistrale con Harvey Dent/Due Facce e Rachel. Parecchie critiche sono state mosse su eventuali “buchi” nella sceneggiatura: ad esempio, il fatto che Batman compaia in perfetta forma dopo che Bruce Wayne è appena uscito di prigione, oppure che Bane, un villain così potente, venga infine messo fuori combattimento in modo così rapido. A mio avviso, oltre a una sospensione dell’incredulità che bisogna mettere in atto mentre si guarda un film, è comprensibile che in una storia di supereroi (per quanto si caratterizzi il loro lato umano) ci siano alcune forzature, proprio per creare qualche rimando al fumetto o qualche passaggio spettacolare; proprio dai fumetti Nolan attinge e modifica storie e personaggi, così che, solo avendo un’intera conoscenza dell’universo-Batman, si possono capire certe presunte mancanze (anche se nel precedente film non c’era nulla di sottinteso, tutto era spiegato). Il fatto della morte di Bane l’ho percepito come l’accantonamento del potente criminale a favore del vero “cattivo” della trama. Era impossibile, comunque, creare un film che durasse più di 3 ore.

 

CAST: perfetto. Incredibile come Nolan sappia giostrare quel manipolo di attori-feticci che sceglie sempre per i suoi film. Qui infatti è presente l’intero cast di Inception con un Leo DiCaprio e un Ken Watanabe in meno, ma con un Bale, un Oldman e un Freeman in più. Vorrei fare una menzione particolare per Michael Caine: un’interpretazione altamente professionale e commovente, sia quando rivela a Bruce dei sentimenti di Rachel, sia quando se ne va, sia nel finale quando piange sulle tombe dei signori Wayne. Bravissima, come detto, Anne Hathaway. In generale, bravi tutti.

 

DOPPIAGGIO: il vero tasto dolente del film, o almeno della versione italiana. Molto discutibile infatti è la voce assegnata al perfido e spietato Bane, una voce troppo carica di ironia e meno profonda di quello che dovrebbe essere: insomma, la scelta di Filippo Timi (alla sua seconda esperienza di doppiaggio) non è stata azzeccata. Dispiace dover constatare che anche la voce di Morgan Freeman sia cambiata: in questo caso, però, il suo storico doppiatore Renato Mori ha avuto problemi di salute. Speriamo non finisca come Sergio di Stefano/Dr. House e Gianni Musy/Gandalf -Albus Silente. In sostanza, questo Dark Knight Rises presenta un doppiaggio tutt’altro che perfetto, con il rischio di provocare uno “scollamento” tra la voce ed il personaggio.

 

“POSSENZA”: ho voluto utilizzare questo vocabolo perché ogni volta che vedo un film di Nolan mi viene in mente qualcosa di potente, di grosso. Con un enorme budget lui costruisce opere immense, enormi. Esplosioni pazzesche, mezzi di trasporto avveniristici (il Bat Wing su tutti), botte da orbi, campi da football sbriciolati…in una parola, massiccio.

 

MUSICHE: il sodalizio tra Nolan e Hans Zimmer continua. Zimmer, sicuramente uno dei migliori compositori contemporanei, aggiunge maestosità e una buona dose di pelle d’oca alla pellicola. Le musiche sono meno invadenti rispetto al precedente film, nel quale si percepiva dappertutto la presenza di Joker grazie a un fastidioso sibilo di sottofondo. Colonna sonora come sempre impeccabile.

 

Una trilogia maestosa, che ha cambiato radicalmente il modo di concepire i supereroi al cinema. Una pietra miliare che resterà nell’immaginario collettivo: di meglio non si poteva fare.

 

Voti alla Trilogia:

 

–       Batman Begins: 8

–       Il Cavaliere Oscuro: 10

–       Il Cavaliere Oscuro- Il Ritorno: 9.5