Vivere in un quartiere con tante aree pedonali fa bene alla salute. Se è ormai noto che camminare ogni giorno è un ottimo esercizio per contrastare la sedentarietà quotidiana -pensate alle ore che passate chiusi in ufficio o ai frequenti spostamenti in auto- adesso sappiamo che camminare spesso fa bene anche al cervello!

Lo studio è stato condotto dai ricercatori della University of Kansas che hanno integrato nel loro studio sulla salute anche fattori ambientali esterni, scoprendo che vivere in un quartiere dove è facile e sicuro raggiungere la maggior parte dei punti d’interesse a piedi, aiuta a preservare le capacità cognitive. Non solo, prendere l’abitudine di spostarsi a piedi può aiutare a ridurre il naturale declino cognitivo nelle persone anziane.

Negozi sotto casa, aree pedonali, marciapiedi sicuri, semafori che permettono di attraversare con calma, parchi e panchine per riposarsi, sono caratteristiche fondamentali per permettere alle persone anziane di camminare di più. Infatti se i cittadini si sentono sicuri a camminare per strada e il quartiere offre spazi e cose piacevoli da guardare come una passeggiata in un viale alberato o una piazza con fontana, la maggior parte di loro è disposta a spendere di più per vivere in un “quartiere pedonale”.

Se poi i percorsi pedonali sono complessi meglio ancora! Lo studio infatti dimostra che il cervello viene maggiormente stimolato se per raggiungere un luogo è necessario fare qualche giro, attraversare strade, girare angoli etc.. Insomma meglio impegnare il cervello a ricordare il percorso e fornirgli così maggiori stimoli piuttosto che percorrere strade rettilinee e poco “interessanti” per il nostro cervello.

Infatti il cervello umano è in grado di creare una rappresentazione mentale dell’ambiente spaziale, ad esempio immaginando le strade e gli incroci come una mappa mentale. Ambienti complessi possono richiedere processi mentali più complessi per spostarsi. Tutto esercizio salutare per il nostro cervello!

Dallo studio emerge proprio che le persone che vivono in quartieri i cui percorsi richiedono un maggior complessità mentale, col passare del tempo hanno sperimentato un minor peggioramento delle funzioni cognitive. Sui campioni esaminati sono stati effettuati test cognitivi (concentrazione, attenzione, memoria..) per oltre due anni, tenendo in considerazione anche altri fattori esterni che avrebbero potuto influenzare i risultati, come il sesso, l’età, l’istruzione e lo stato economico. I quartieri con i percorsi più intricati, anziché confondere i più anziani, si sono dimostrati utili a mantenere l’acutezza mentale.

La dottoressa Ambra Watts, assistente professore di psicologia clinica, che ha lavorato a tale ricerca, suggerisce inoltre che vivere in quartieri che incoraggiano a camminare, possa portare beneficio alle funzioni cognitive anche di adulti e bambini. Dallo studio condotto su 25 persone affette da lieve Alzheimer (stadi iniziali) e 39 adulti senza problemi cognitivi, emergono infatti risultati migliori di salute sia a livello fisico –come massa grassa e pressione sanguigna- che a livello cognitivo (migliore memoria).

Dunque per mantenere la nostra mente attiva e in forma, scegliamo con attenzione il posto in cui andiamo a vivere: percorsi pedonali che raggiungono i maggiori punti d’interesse e un pizzico di complessità sono un ottimo punto di partenza!